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N. 72   - Una cultura per vivere   

        Editoriale

 L'impegno della Lombardia per la provincia di Sondrio:

Intervista a Roberto Formigoni

I

Sondrio, 5 aprile 2000, stretta di mano tra Formigoni e il presidente della provincia Eugenio Tarabini (foto Bondio ©).

Presidente Formigoni, la montagna rappresenta per la nostra regione una risorsa importante, non solo dal punto di vista ambientale – quasi la metà della superficie lombarda è montuosa – ma anche da un punto di vista economico e di immagine: basti pensare al turismo. Non si può dire, però, che in passato i problemi della montagna e delle sua gente siano stati al centro delle preoccupazioni delle amministrazioni regionali. Volendo tracciare un bilancio di legislatura, cosa ha fatto di diverso la sua Giunta a riguardo?

Se la Regione in passato ha mostrato di anteporre i problemi di altre realtà lombarde a quelli delle zone montane, secondo una mentalità – mi passi l’espressione – da "lowlanders", questa ‘disattenzione’ chiama in causa le responsabiltà, per l’appunto, delle precedenti amministrazioni. Per quanto riguarda invece l’operato della mia Giunta, vorrei ricordare anzitutto che, coerentemente con gli impegni politico-programmatici assunti, essa ha posto tra i suoi obiettivi preminenti la salvaguardia e la valorizzazione del territorio montano insieme allo sviluppo economico, sociale e culturale delle popolazioni che vi risiedono. Nell’ambito della visione integrata del governo del territorio che abbiamo adottato, c’è stata e c’è infatti la volontà di promuovere specifiche iniziative per la montagna, al fine di rispondere sia alle molteplici situazioni di disagio socio-economico (spopolamento, riduzione delle opportunità occupazionali, mancanza di infrastrutture e servizi), sia alla accentuata esposizione di queste fasce del territorio a rischi ambientali e idrogeologici, conseguenti al venir meno dei tradizionali interventi di riassestamento del suolo oppure dovuti a un eccessivo e incontrollato sfruttamento delle risorse naturali. Fin da subito, in particolare, ci siamo prefissi di intervenire per difendere o recuperare l’identità e la vitalità delle popolazioni montane, nel pieno rispetto dei loro interessi e specificità, senza produrre un ambiente sociale ed economico artificiale, estraneo alle tradizioni e alla cultura delle comunità locali. La varietà del paesaggio lombardo rende necessario lo sviluppo di politiche di settore grazie alle quali possano essere recuperati i valori propri dell’identità storica, culturale e fisica del territorio, semplificando le procedure amministrative di progettazione degli insediamenti (dai manufatti alle infrastrutture) e dando spazio in quest’ambito all’iniziativa dei privati e degli enti locali, cioè dei soggetti che meglio di ogni altro possono dar voce alle esigenze della propria comunità. Il riconoscimento del primato della società nella gestione del territorio è infatti una delle conseguenze del principio di sussidiarietà, posto a fondamento della nostra azione di governo: in tal modo sono attribuiti all’ente pubblico unicamente i compiti di programmazione, così che ogni persona possa essere protagonista della vita e dello sviluppo del luogo in cui vive.

La salvaguardia e la valorizzazione del territorio montano vanno quindi perseguite con adeguati strumenti di controllo delle trasformazioni territoriali, con incentivi all’insediamento e al mantenimento della popolazione, e con lo sviluppo della viabilità, dei trasporti e della comunicazione locale. Costituiscono inoltre fondamentali obiettivi la tutela del patrimonio forestale, la tutela delle aree verdi e dell’ambiente naturale, il sostegno alle attività agro-zootecniche e turistiche, all’artigianato tradizionale, al commercio e alla piccola e media impresa di fondo valle.

I momenti caratterizzanti dell’azione intrapresa dalla Giunta a favore della montagna sono stati la legge regionale 10/98, che prevede risorse e interventi specificamente destinati allo sviluppo del territorio montano per un riequilibrio complessivo del suo ruolo rispetto al resto della Regione, e il "Piano Valtellina", pensato nell’ottica di una salvaguardia delle zone interessate e in particolare per favorire lo sviluppo economico, sociale e culturale delle popolazioni che risiedono nelle cosiddette "Terre Alte". Tutto ciò conferma il carattere di priorità che ha assunto in questa legislatura l’azione a sostegno di una realtà, la montagna, che rappresenta – come Lei ricordava – il 40 per cento dell’intero territorio lombardo, con oltre 500 Comuni e un milione di abitanti: varando la legge regionale 10 del’98, che ho prima ricordato, si è introdotto un vero e proprio strumento di indirizzo delle politiche di settore, che è divenuto la base di una ‘rivoluzione amministrativa’ per la quale tutti i provvedimenti legislativi regionali, in qualsiasi ambito, devono tener conto delle specificità delle zone montane. Mi preme sottolineare che in tal modo la Regione ha tradotto in atti concreti i principi e le finalità d’ordine generale enunciati dal proprio Statuto, all’articolo 3, a favore del territorio e delle comunità montane.

Ricordo anche che con l’insediamento del Comitato e della Consulta, rispettivamente nel maggio e nell’ottobre scorso, le legge 10/98 è divenuta pienamente operativa: la Consulta, come è noto, ha il compito di coordinare le iniziative di tutte le realtà istituzionali, economiche e sociali per il perseguimento degli obiettivi previsti dalla legge.

 

Quando si parla di montagna in Lombardia si pensa soprattutto alla Valtellina. Ci può illustrare le iniziative e i principali provvedimenti di legislatura adottati dalla Giunta per il nostro territorio, a cominciare dal già citato ‘Piano Valtellina’?

Se è vero che la montagna Lombarda non si può ridurre alla sola Valtellina (basta pensare all’importanza di altre realtà nella fascia alpina e prealpina come le valli orobiche, la Valcamonica o la Val Trompia), bisogna riconoscere che località quali Bormio e Santa Caterina sono giunti ormai a godere di fama internazionale, consolidando il loro ruolo di centri turistici di prim’ordine destinati ad ospitare – è cronaca di questi giorni – appuntamenti sportivi di grande risonanza. Per Bormio, gloriosa cittadina di confine dell’Alta Valle, non va del resto dimenticata l’importante funzione, svolta nei secoli passati, di crocevia per gli scambi commerciali fra la Lombardia e l’Europa centro-settentrionale.

Per quanto riguarda il "Piano Valtellina", va detto che in questa legislatura esso ha ricevuto notevole impulso, nonostante la complessità delle problematiche trattate, il numero di interventi programmati e le complesse procedure di coordinamento e controllo sui soggetti attuatori. Il Piano dà attuazione alla legge omonima (legge 102/90), che stabilisce la progressiva realizzazione delle operazioni contemplate nel piano di difesa del suolo e in quello di ricostruzione e sviluppo. Mi permetta di citarne i punti chiave: operazioni per la tutela del suolo e il riassetto idrogeologico indicate dalla legge (avanzamento 1° fase e avvio 2° fase); iniziative previste nel Piano di ricostruzione e sviluppo socio-economico del territorio, con la prosecuzione e il completamento delle attività intraprese e l’avvio di nuove azioni relative agli interventi concertati o da concertare con SNAM, ANAS, FS, FNM (valico di Castasegna, SS 340 regina, SS 36, SS 38, FNM Brescia-Iseo-Edolo, linea Carnate-Lecco, linea Lecco-Valtellina,SS 470 Val Brembana , SNAM Metanodotto Valtellina/Valchiavenna/Valcanaria); adeguamento funzionale delle reti di monitoraggio geologico nelle aree previste dalla legge; attuazione della 1° fase di operazioni di riassetto idrogeologico in Valtellina e avvio degli interventi relativi ai bacini prioritari; avvio delle società di sviluppo locale nel quadro delle azioni di promozione del sistema produttivo previste dal piano di ricostruzione; creazione dell’Istituto di Ricerca per l’Economia e l’Ecologia applicate alle Aree Alpine (IREALP), nell’ottica della promozione del sistema insediativo ambientale; interventi di finanziamento nel settore produttivo (agricoltura e turismo), della formazione professionale, della protezione e riassetto territoriale (parchi e riserve) e del settore edilizio (complessi storico architettonici).

In particolare, per quanto riguarda il piano di difesa del suolo, gli interventi contemplati per la prima fase ammontano a più di 277 miliardi, con un’integrazione per interventi urgenti per complessivi 129 miliardi; per la seconda fase la Regione ha previsto lavori comportanti una spesa di 330 miliardi. Per le attività nell’ambito del già illustrato sistema relazionale sono stati assegnati 275 miliardi. Per il settore del sistema produttivo sono stati stanziati più di 100 miliardi per le agevolazioni fiscali e finanziarie alle imprese e le azioni strutturali nel settore manifatturiero, agro-zootecnico, agro-forestale e turistico. Il sistema insediativo-ambientale ha visto invece gli interventi indirizzati, con finanziamenti per 105 miliardi, alla tutela dei beni ambientali, dei complessi storico-architettonici, all’informatizzazione degli archivi storici, alla costituzione di un fondo per il recupero di centri e nuclei di antica formazione, ai corsi post-diploma (con una convenzione con il Politecnico di Milano e la Provincia di Sondrio) e alla costituzione del citato IREALP. Ulteriori iniziative riguardano poi il metanodotto da Colico a Berbenno, la convenzione Regione-Cassa DD.PP per l’accensione di mutui, l’erogazione agli agricoltori di indennità per le perdite di reddito nelle aree di fondovalle soggette a bonifica, la ricostruzione del nucleo di Sant’Antonio Morignone. Ricordo infine che per il potenziamento e la realizzazione di interventi sul fronte sport e turismo nell’Alta Valtellina sono stati impegnati 2,8 miliardi.

 

Un impegno di spesa notevole...

Sì, soprattutto se si tiene conto che in questa legislatura la Giunta ha stanziato complessivamente più di 1.644 miliardi per il solo territorio di Sondrio, passando dai 250 del 1995 ai 528 del 1998, con un trend di crescita superiore al 100%.

Per il capoluogo e il suo territorio la Giunta ha approvato, nel corso della seduta aperta svoltasi a Sondrio lo scorso luglio a cui hanno partecipato i rappresentati degli enti locali interessati, una serie di provvedimenti in tema di viabilità , comunicazioni, sanità e sviluppo della montagna, del turismo e dell’agricoltura, da realizzare nell’unica area della Lombardia completamente montuosa. Per le aree di montagna più svantaggiate sono stati stanziati 126 miliardi, da spendersi in tre anni, mentre 25 miliardi sono stati destinati alle 5 comunità montane della provincia per operazioni di forestazione; altri 500 milioni serviranno poi a sistemare sentieri, bivacchi e rifugi alpini. Per risarcire le aziende agricole danneggiate dal maltempo sono stati stanziati quasi 2 miliardi. Per l’appuntamento delle finali della coppa del mondo di sci del marzo di quest’anno in Alta Valtellina, era stato approvato un piano di interventi sulla viabilità, gli impianti sportivi e i parcheggi, con un investimento di 40 miliardi di cui 14 a carico della Regione. Abbiamo favorito il turismo grazie all’Accordo di programma, sottoscritto dall’Assessore al Territorio Alessandro Moneta e dagli enti locali, per la realizzazione di piste ciclabili, piste per lo sci da fondo, e per il miglioramento degli arredi urbani. Venendo al nodo delle comunicazioni, per le strade sono state inserite nel Piano Valtellina la riqualificazione della Colico-Chiavenna, la variante di Chiavenna, il completamento della tangenziale di Sondrio e le varianti di Colico, Tirano e Bormio. Complessivamente, per la SS 38 sono previsti investimenti per 750 miliardi. Non deve poi essere dimenticata l’approvazione del nuovo Piano Regolatore di Sondrio, a distanza di 26 anni dal precedente. Sul fronte sanità e assistenza abbiamo annunciato lo stanziamento di quasi 20 miliardi per realizzare o ammodernare diverse residenze per anziani, facendo nostre le preoccupazioni espresse per il futuro dell’ospedale Morelli di Sondalo e di quello di Tirano. Sul versante lavoro, da tempo giustamente al centro delle preoccupazioni della comunità valtellinese, l’Assessore Bombarda ha aperto l’Osservatorio per il mercato del lavoro nella provincia di Sondrio e 5 sportelli nei centri principali destinati a favorire le opportunità di impiego a livello locale. Rilevante al riguardo anche il capitolo formazione: le gestione dei Fondi Comunitari Europei (FSE) da parte della Regione ha consentito di finanziare, dal 1996 al ’98, corsi per la formazione o la riqualificazione di oltre 2.600 allievi, attraverso 154 corsi, grazie a un investimento di quasi 11 miliardi. Inoltre alle strutture dei CFP e ai CITE sono stati erogati complessivamente circa 4,5 miliardi nel periodo ’95/’99, per attività di formazione che hanno coinvolto 1200 allievi. La priorità accordata all’obiettivo lavoro si rileva anche dai progetti a favore dell’occupazione, finanziati grazie alla legge regionale 68/86, che hanno mobilitato risorse superiori ai 3 miliardi di lire nel periodo ’95/’98.

 

A proposito di risorse, un problema particolarmente sentito in Valtellina è quello relativo alle concessioni idroelettriche...

Va sottolineata anzitutto l’importanza ‘strategica’ per la nostra regione di questa fonte di energia rinnovabile e non inquinante: il parco idroelettrico lombardo è ragguardevole e l’apporto fondamentale viene dato proprio dai grandi impianti valtellinesi. Ricordiamoci che nel 1997 la producibilità media annua derivante dai 297 impianti pubblici e privati collegati alla rete ENEL in Lombardia era pari a 1.652 GWh, quasi un quinto dell’intero consumo di energia elettrica nello stesso anno e quasi la metà dell’intera produzione termoelettrica lombarda. Sul tema ‘spinoso’ delle concessioni posso solo dire che la Regione è certamente a favore di un riequilibrio fra società produttrici ed esigenze del territorio. Non bisogna dimenticare, fra gli interventi regionali effettuati in materia, quello per il risparmio energetico nella centrale idroelettrica di Ponte Valtellina, finanziato con 700 milioni, e l’istituzione di un ‘Punto Energia’ a Sondrio. È comunque importante per la Regione ottimizzare, nel rispetto dell’ambiente, il proprio potenziale di utilizzo della risorsa idrica per la produzione di energia, adeguando ed ammodernando gli impianti esistenti.

 

Quale è stato l’impegno a favore di una maggiore autonomia della nostra provincia?

La Sua domanda chiama in causa la riforma amministrativa avviata in conseguenza delle note ‘leggi Bassanini’, che ha coinvolto le rappresentanze delle Autonomie locali e delle parti sociali. È già stata data attuazione ai decreti legislativi adottati dal Governo in materia di agricoltura, trasporto locale, lavoro e servizi per l’impiego. Per effetto di queste riforme il numero di atti degli enti locali soggetti a controllo si è ridotto del 56,64%. Ricordo inoltre che, per l’informatizzazione dei comuni, nel biennio 97/98 sono stati erogati finanziamenti pari a circa 550 milioni al fine di realizzare 6 progetti in comuni della provincia di Sondrio. Anche la voce ‘Sportello unico per le imprese’ vede coinvolta la Comunità montana della Valchiavenna per la gestione dello sportello unico in forma associata. Anche il settore delle politiche femminili è stato considerato: nell’ambito del progetto RECIFE cofinanziato dall’Unione Europea, che prevede una consulenza tecnica alla Rete dei Centri Donna locali, sono coinvolti, oltre all’amministrazione provinciale di Sondrio, i comuni di Sondrio e di Montagna Valtellina. Grazie alla legge 215/92 che promuove l’avvicinamento delle donne al mondo del lavoro, nel 1997 sono stati inoltre presentati nella provincia di Sondrio 8 progetti. Infine i corsi di formazione per la polizia svolti anche in sede locale, hanno registrato l’impegno finanziario complessivo della Regione di 7 miliardi e 900 milioni nel quinquennio 95/99.

 

In caso di riconferma del Suo mandato, quale sarà l’impegno della Giunta Formigoni a favore della montagna e del nostro territorio?

Proseguiremo nel cammino sin qui percorso, in un’ottica di attenzione privilegiata e di ulteriore riqualificazione della montagna lombarda, approntando interventi di valorizzazione di questa fondamentale fascia del territorio lombardo, di prevenzione e difesa, in particolare, dal rischio idrogeologico.

Personalmente, inoltre, ho già presentato la candidatura ufficiale della Valtellina per ospitare i Campionati del Mondo di Sci Alpino del 2005.


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