| 25/12/1999: Il presepe vivente di Faedo (Sondrio) | |||
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Il presepe vivente: memoria di una presenza
Si rinnova e riprende vigore una delle tradizioni più profonde dell’esperienza cristiana. Nel clima generale di dimenticanza e di consumismo che ha fatto da contorno anche quest’anno alla celebrazione del Natale è da considerare in modo positivo il diffondersi del recupero di una delle tradizioni popolari più profonde della storia cristiana, quella del presepe vivente. In molte località della provincia di Sondrio la Messa di mezzanotte è stata preceduta dalla partecipata e comunitaria ricostruzione della nascita di Gesù Bambino. Nel silenzio di una gelida notte invernale, illuminata da una luna più evidente del solito (per particolari circostanze astronomiche), ripercorrendo antichi e sacri itinerari si sono snodate nei paesi e sui versanti le processioni dei fedeli. Il presepe ha spazio per tutti: per i più piccoli che interpretano cherubini e serafini festanti, per i pastori, per i re magi, per le figure tradizionali della comunità contadina e per i ruoli più impegnativi della Madonna, di Giuseppe e del piccolo Bambino. Perfino gli animali partecipano: le pecore, l’asino o il bue, devono per una notte uscire dalla stalla e accompagnare la comunità verso la grotta. Ad un mondo ancora intriso di razionalismo, ai molti bolsamente impigriti sui divani incapaci di resistere alle radiazioni televisive, queste processioni festose non possono che fare bene. Questi presepi viventi non sono solo un simpatico episodio folkloristico, in essi c’è la memoria di una presenza, il significato più profondo dell’esperienza cristiana. Il metodo scelto da Dio per incontrarci è quello di un evento imprevisto, un fatto puntuale nella storia: il nostro corpo deve essere accompagnato, educato nuovamente a questo metodo, così lontano e differente da quello che la nostra società abitualmente ci propina. E’ una piccola cosa, di fronte a quello che ci richiede la vita, ma anche per partecipare a questa piccola proposta cristiana bisogna decidersi, affrontare il freddo pungente e mettersi a camminare insieme agli altri, fare un po’ di fatica. E’ l’esperienza che hanno fatto in molti per questo S.Natale e che abbiamo scelto di raccontare con questo servizio fotografico descrivendo una di queste esperienze, animata dai giovani di Piateda, Faedo e Busteggia. Credere all’efficacia della presenza reale del Mistero nella vita quotidiana è l’unico modo per poter cambiare, per non ridursi ad estinguere la propria umanità nella corruzione inevitabile del proprio limite. Proprio perché non dipende solo da noi è uno sforzo accessibile a tutti, ai pastori e ai re magi, ai grandi e ai più piccoli. E la vita sarà più vera.