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N. 71  - Recensioni  

          
   Editoriale

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 L’homo viator del terzo millennio

di R.M.

 

Il terzo millennio si presenta con un avvenimento particolare: il Giubileo. Milioni di pellegrini, si recheranno nelle chiese designate al conseguimento dell’indulgenza plenaria ripercorrendo le antiche strade dei pellegrini medioevali. Sarà una grande festa: "La festa – scrivono Ferdinando e Gioia Lanzi- è connessa al contatto col sacro, ai suoi effetti: giubilo, che in italiano significa fare grande festa, non è altro che la traduzione del latino jubileus, con cui S.Gerolamo nel IV secolo tradusse il termine ebraico jôbel, che indicava, con la figura retorica della parte per il tutto, l’intero anno di grazia che si apriva al suono del corno di ariete, cioè dello jôbel."

Numerose pubblicazioni celebrano questo segno di rinnovata spiritualità possibile oggi grazie anche al progressivo indebolimento delle barriere dei confini nazionali in Europa. Tra queste ne segnaliamo due che nascono nelle nostre valli. Si tratta di due volumi di grande formato e di notevole qualità editoriale. Il primo, curato da Giovanni Giorgetta, per quanto riguarda il testo, e da Luca e Pepi Merisio per quanto riguarda la parte fotografica, è dedicato ai luoghi della spiritualità in Lombardia ed ha per titolo: "Alle soglie dell’infinito". Sono stati scelti 24 santuari e abbazie, escludendo tutte le cattedrali e le basiliche poste all’interno dei centri storici. Necessariamente si sono privilegiati alcuni luoghi rispetto ad altri, ma lo scopo del volume non è certo quello di presentare un repertorio esaustivo, quanto di evidenziare alcune testimonianze della fede, evidenziando, in molti casi il legame di questi luoghi con il paesaggio. Tre sono le chiese strettamente legate con il nostro territorio: il tempietto di S.Fedelino, il santuario della Madonna di Tirano e il santuario di Gallivaggio. Particolare rilievo è data alla suggestione dell’immagine, con fotografie di grande effetto, sia con vedute esterne, sia con vedute interne e con particolari, in diverse stagioni e in diverse ore del giorno. E’ così possibile, grazie anche all’agile ma ben documentato testo di Giovanni Giorgetta, avere una immagine complessiva, una sensazione generale, di un clima e di una cultura che attraversa i secoli, dall’arte paleocristiana fino al tardo barocco e che costituisce la base più solida e profonda dell’identità di questa regione.

Sempre sulla strada del pellegrinaggio del Giubileo, con uno sguardo ancora più ampio e approfondito, si è mosso il Credito Valtellinese finanziando un progetto editoriale, "Il pellegrinaggio del Millennio", in collaborazione con la casa editrice Jaca Book e il Centro Studi di Cultura Popolare di Bologna di Ferdinando e Gioia Lanzi. Si tratta di un’opera di notevole impegno che ripercorre i principali itinerari d’Europa e d’Italia per Roma, con una ricerca dettagliata di documenti di archivio, iconografici, arricchita da centinaia di fotografie, di planimetrie, di carte e di mappe. Un lavoro minuzioso che deve aver impegnato gli autori per diversi anni sulla via Francigena, sulla via degli Slavi, sulla via di Sigerico, sugli itinerari alpini sulle chiese di Roma. Il risultato è stupefacente e non solo ricostruisce la cultura dei pellegrini medioevali, dalla spiritualità agli aspetti più minuti della vita quotidiana, ma offre uno sguardo sui cardini degli itinerari percorsi, dalla grande abbazia di Cluny al piccolo e sperduto eremo di San Romedio, dalla purezza stilistica delle chiese toscane alla forza irruente della chiesa di Notre-Dame-la Grande di Poitiers in Francia, alla semplicità essenziale delle croci nei campi dell’Appennino tosco-emiliano. Ovunque si rivela il sacro e orienta l’uomo nel labirinto della vita: un simbolo, quello del labirinto, che ritorna costantemente sulle vie dei pellegrini, così come accade a Lucca nel pilastro destro del portico del Duomo. "Il Giubileo –scrivono ancora i coniugi Lanzi- richiamando a Roma come luogo ove ottenere il perdono e soprattutto l’indulgenza plenaria dei peccati rilancia due temi. Il primo è che siamo tutti peccatori, notizia decisamente controcorrente vista la tendenza a giustificarsi comunque da sé. Il secondo è che il centro del sacro non è un ricordo, ma il luogo di una presenza, che nel romano pontefice, nel successore di Pietro, ha il suo cuore, la sua iniziativa prima (non l’ultima, perché l’ultima appartiene allo Spirito) "


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